Quale stile cognitivo "sei"??

di Enrico Sitta

Gli stili cognitivi

Per stile cognitivo si intende un particolare modo di elaborare l'informazione (o un insieme di modalità) che ognuno di noi mette in atto nelle fasi del processo di apprendimento. Gli stili cognitivi sono legati alla scelta concreta delle strategie cognitive utilizzate per risolvere un compito e non vanno confusi con le abilità che possediamo, ma definiscono le preferenze nell'uso di queste.

Ecco alcuni esempi di stili cognitivi possono essere:

Stile globale/analitico: chi adotta uno stile globale preferisce avere prima una visione di insieme del materiale da imparare per poi muovere verso il particolare, chi adotta uno stile analitico preferisce partire dai dettagli per ricostruire man mano il quadro generale;

  • - Prima di iniziare a studiare cerco di costruire un quadro d'insieme degli argomenti
  • - Quando studio, imparo dapprima i singoli concetti e solo dopo li collego in un quadro generale

Stile dipendente/indipendente dal campo : chi adotta uno stile indipendente dal campo tende ad isolare i singoli argomenti dal resto, chi adotta uno stile dipendente dal campo tende ad esaltare i collegamenti tra il contesto in cui l'argomento è inserito e l'argomento stesso;

  • - Quando studio identifico in un testo i concetti fondamentali e li imparo senza preoccuparmi di collegarli

Stile verbale/visuale: chi adotta uno stile verbale predilige l'uso del codice linguistico, ossia testi, registrazioni sonore ed impara per lettura e ripetizione, chi adotta uno stile visuale predilige l'uso di codice visuo-spaziale, ossia immagini, statiche e in movimento, schemi riassuntivi, diagrammi, tabelle;

  • - Gli schemi, i grafici o le tabelle riassuntive mi aiutano a capire meglio quanto spiegato nel testo
  • - Studio ripetendo ad alta voce il testo

Stile convergente/divergente: chi adotta uno stile convergente parte dalle informazioni disponibili per convergere verso una soluzione unica al problema, chi adotta uno stile divergente parte dall'informazione a disposizione per procedere in modo creativo generando una varietà di risposte o soluzioni originali e flessibili;

  • - Quando studio cerco di imparare solo ciò che è indispensabile ad ottenere un buon voto all'esame
  • - Quando studio cerco di approfondire gli argomenti per arricchire la mia cultura personale

Stile risolutore/assimilatore: chi adotta uno stile risolutore tende a privilegiare l'azione e la concretezza nell'affrontare un problema cercando di ottenere soluzioni soddisfacenti con il minimo dispendio di tempo e risorse, cerca nell' informazione a disposizione ciò che serve a risolvere la necessità; chi adotta invece, uno stile assimilatore privilegia la ricerca di soluzioni esaustive e articolate, non necessariamente di utilità pratica e non limitate alla necessità contingente;

  • - Quando studio cerco di trovare un testo il più possibile chiaro e sintetico per imparare i concetti necessari
  • - Quando studio cerco sempre di confrontare le posizioni di più autori rispetto ad un determinato problema

Stile sistematico/intuitivo: chi adotta uno stile sistematico cerca soluzioni prendendo in considerazione una variabile per volta e cercandone tutte le possibili connessioni col sistema di conoscenze già in proprio possesso, chi adotta uno stile intuitivo procede per singole ipotesi che cerca di confermare o confutare;

  • - Quando studio vorrei sempre avere a disposizione dei testi che mi spieghino per filo e per segno tutto ciò che è necessario sapere nelle varie situazioni
  • - Quando studio mi piace fare ipotesi personali, cercando di intuire il seguito del brano e vedere se va proprio a finire così

Stile impulsivo/riflessivo: chi adotta uno stile impulsivo ha bassi tempi decisionali e generalmente maggiore tendenza a soluzioni precipitose e non ottimali, chi adotta uno stile riflessivo risponde in modo più lento e accurato.

  • - Prima di iniziare a studiare pianifico accuratamente tutte le fasi
  • - Studio quando capita, nei ritagli di tempo o quando so che c'è un esame

 

Per saperne un po' di più:

Quaglino G. P. (1985), Fare formazione, Bologna, Il Mulino.

Sternberg R. J., Swerling L. S. (1997), Le tre intelligenze. Come potenziare le capacità analitiche, creative e pratiche, Trento, Erickson.